Revue Notos
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Analogies de la lumière

arts visuels, arts plastiques

 

 

Une révolte silencieuse

Texte de Matiah Eckhard

Photographies de  Guilhem Marion

comedie045

Montpellier, Peyrou

 

Une succincte respiration avant l’apnée profonde. C’est le temps de l’entracte, de regarder avec distance nos rôles.

Ces quelques images n’expriment en rien l’éternité, l’attente que l’on a tendance à prêter à la photo, mais au contraire un moment de réflexion active, un moment, que dis-je, un instant ! L’instant avant l’assaut, avant la bataille contre nous-même, contre eux, contre ceux qui nous obligent à être ce que l’on n’est pas. C’est la substance la plus profonde qui nous parle, qui éclot enfin en nous.

Le détachement c’est le début d’une nouvelle ère, la mort d’une vie pour une autre. Quand on vit on ne se regarde pas vivre.

C’est aussi la poésie qui se joue ici, la poésie aux yeux de tous sur le théâtre urbain. L’intimité se réfugie dehors non pas par naïveté mais plutôt par sentiment d’appartenance : oui il y a un pacte tacite entre chaque homme, un parcours commun.

Toutes les photos

 

 

Mark Aspinall

La scultura,  tra mondi culturali ed  energie cosmiche

Mark Aspinall, scultore inglese che vive in Italia, ci offre, nel testo che segue, alcune riflessioni sulla sua creazione artistica, nella quale esplora differenze culturali e  forze cosmiche…

Riflessioni sull'arte

Riflettere  sul  mio lavoro  mi  rende  consapevole  del  fatto che i vari temi concorrono tra  loro e si  intrecciano  con   nuovi  stimoli   per  manifestare,   poi,   nuove espressioni  e  risoluzioni.  Quando  sono  arrivato  in Italia,  trovandomi  in  una  terra  straniera,  circondato da  una cultura diversa, sperimentavo che la comunicazione  vera    e    propria    (quell'interfaccia    tra l'ambiente  esterno  ed  il  mio  ambiente  interno  fatto di  memorie  e  di  tendenze)  che  normalmente  si  dà per scontata,  era sottoposta ad  un esame molto più intenso.  Ero  colpito  dal  fatto  che  alle  stesse  espressioni  o situazioni  venivano dati  valori  contrastanti  e significati   opposti,    legati    alla   soggettività    della cultura che li esprimeva.  Per esempio,  per noi  inglesi il  numero  " 13 "  è considerato  sfortunato,  mentre  in Italia  è  fortunato;   nel   mio  paese  un  gatto  nero  è simbolo   di   fortuna,   mentre   qui   è   un   simbolo   di sfortuna.   Così  è  diventato  spontaneo  trasferire  nel mio  lavoro  questo  interesse  verso  l'ambivalenza  di parole  e  situazioni. leggere tutto l'articolo

 

 
Glasstar
 
 
 
Tutte le foto delle sculture di Mark Aspinall

 

 

 

 

Rosi Giua: sulle tracce di Lawrence in Sardegna

fotografie

 

Con il libro fotografico "Lawrence in Sardegna", ho inteso proporre e suggerire un itinerario turistico-culturale in una Sardegna poco conosciuta e meno pubblicizzata. L'intento è stato quello di mettere in luce la ricchezza archeologica, storica e la bellezza del paesaggio dell'Isola, elementi, questi, che fanno riferimento a un turismo diverso da quello di massa che si svolge sulle coste e nei soli mesi estivi.
Il reportage fotografico che ho ideato e realizzato, ripercorre con rigore artistico l'itinerario del viaggio che D. H. Lawrence fece in Sardegna nel 1921 e che racconta in "Mare Sardegna". Ho seguito in particolare il percorso del trenino verde da Cagliari a Sorgono e poi da Sorgono a Olbia via Nuoro, ripercorrendo la strada che l'autore effettuò in corriera. Sulla scia della lettura di questo diario, ho operato una rigorosa selezione di immagini raggruppate in cinque capitoli (Cagliari, Verso Mandas, Verso Sorgono, Verso Nuoro, Verso Terranova), ognuno dei quali è stato accompagnato dalla viva voce dell'autore, attraverso brani evocativi in lingua originale e con la corrispondente traduzione in italiano.

"Spinto dall' assoluta necessità di muoversi, e soprattutto di muoversi in una direzione particolare", Lawrence intraprese il suo viaggio in Sardegna nel mese di gennaio in compagnia della moglie Frieda. Tornato sulla penisola scrisse Sea and Sardinia in meno di un mese, raccontando a memoria il suo viaggio in una terra "fuori dal tempo e dalla storia", abitata da genti famose per la fierezza e la dignità con cui custodivano le proprie tradizioni.
Un diario lucido, dettagliato, capace di evocare percorsi affascinanti, non solo nella geografia dell'Isola, ma nel passaggio interiore dello scrittore medesimo. Questo libro, secondo diversi critici, costituisce una pietra miliare che ha modificato la rappresentazione letteraria della Sardegna.
"La Sardegna è un'altra cosa: più ampia, molto più consueta, nient'affato irregolare, ma che svanisce in lontananza. Creste di colline come brughiera, irrilevanti, che si vanno perdendo, forse, verso un gruppetto di cime drammatiche… Mirabile spazio intorno e distanze da viaggiare, nulla di finito, nulla di definitivo. E' come la libertà stessa".  

                                                                                                                                                                                                                                                                        Rosi Giua

 

“Rosi Giua si è messa sulle tracce di questo viaggiatore inquieto, che mentre disegna panorami e figure con esattezza fiamminga dà corpo, insieme, a paesaggi della mente. Mettendosi in cammino con la sua macchina fotografica, Rosi Giua ha fatto di Sea and Sardinia il suo Baedeker. Anche lei ha guardato Cagliari dal mare e anche per lei Cagliari è stata un'apparizione (“una città nuda che si alza ripida, ripida, dorata, accatastata nuda verso il cielo della pianura all'inizio della profonda baia senza forme", ha scritto Lawrence). Dall'alto di Castello, ha fotografato il bastione di St. Remy (“un ampio spazio pianeggiante simile a una piazza d'armi con alberi, curiosamente sospeso sopra la città”: così Lawrence) e, sullo sfondo, il porto e il mare al tramonto. E' salita sul vecchio trenino delle Complementari e anche lei si è voltata indietro a guardare Cagliari che quasi scompare all'orizzonte (“dritta sulla roccia, piuttosto bella, con il filo sottile della lama del mare che le si curva intorno”). Poi, sempre dal treno, ha fotografato “l'ignota oscurità sarda.” E più avanti i paesaggi del centro Sardegna, anche quelli che Lawrence e Frieda non hanno potuto vedere perchè creati dalla mano dell'uomo successivamente al loro viaggio, come la chiesetta di San Sebastiano, incongrua e misteriosa su un'isola al centro del lago artificiale di Is Barrocus.
Non è dunque la Sardegna di Lawrence quella che Rosi Giua fotografa. E' la sua Sardegna, naturalmente. Ma pensata come se, per guardare l'sola, di Sea and Sardinia  non si potesse più fare a meno.

(Dall'introduzione al Libro di Luciano Marrocu )

 

Per ordinare il libro di Rosi Giua Lawrence in Sardegna (Cagliari, 2010) scrivere a : rosigiua@tiscali.it

Pour commander le livre de Rosi Giua Lawrence in Sardegna (Cagliari, 2010) envoyer un courriel à :  rosigiua@tiscali.it

 

 

 

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